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Libertà di espressione in serio pericolo in Spagna

Se la legge sul Commercio Elettronico (e sui Servizi delle Società di Informazione) verrà approvata, tutti i siti web che non siano registrati saranno considerati illegali e potranno incorrere in pesanti multe, che di fatto paralizzeranno per sempre la loro attività.

[ZEUS News - www.zeusnews.com - 12-05-2001]

La LSSI, o legge sul Commercio Elettronico (il cui nome completo è "legge sui Servizi di Società di Informazione e Commercio Elettronico"), pronta per essere approvata dal Parlamento spagnolo in qualsiasi momento, ha introdotto il concetto di "servizi di società di informazione" e vuole equiparare per legge il semplice scambio di informazioni a una attività economica, non ammettendo quindi l'esistenza di editori che non svolgono attività commerciali e che non possono affrontare tutto l'iter legale e burocratico che prevede la legge.

Secondo l'articolo 2, il pubblicare informazioni online, anche se non si riceve un pagamento diretto dai "clienti", è considerato come un "servizio di società di informazione" e perciò è soggetto a questa legge sul commercio elettronico. Non è necessario il pagamento perchè un editore venga equiparato a una "società di informazione": come sancito sempre nell'articolo 2, i motori di ricerca e i siti che pubblicano notizie sono anch'essi "società di informazione"; questo significa che i siti di news, le librerie elettroniche, i siti che raccolgono i testi accademici, le associazioni senza fini di lucro che pubblicano notizie sulla violazione dei diritti umani... tutti costoro devono assoggettarsi alla legge sul commercio elettronico, che è assolutamente irragionevole.

Abbastanza stranamente, le sole eccezioni considerate da questo articolo sono le trasmissioni TV, radio e teletext (televideo), ma non si fa cenno alle associazioni senza fini di lucro, alle università... anche l'email non è contemplata dalla legge, ma solo se non viene utilizzata per attività proprie di una "società di informazione": così, per assurdo, anche le associazioni senza fini di lucro che pubblicano una newsletter sulle violazioni dei diritti umani sono soggette a questa legge.

Come si può notare, questa legge non riguarda affatto il solo commercio elettronico, ma l'intera rete Internet. L'articolo 50 prescrive che ogni sito web inerente a questi "Servizi" deve essere registrato e possedere un nome di dominio. Perciò questa legge potrebbe far diventare illegale qualsiasi sito web che non sia registrato pubblicamente e che non possieda il proprio nome di dominio (la maggior parte dei siti spagnoli, come potete immaginare).

L'articolo 50 stabilisce una sanzione di 90.000 euro (pari a quasi 175 milioni di lire!) "se non viene indicato il pubblico registro in cui il sito è registrato, o il nome di dominio utilizzato per offrire servizi di informazione".

L'articolo 11 rende impossibile mantenere siti web anonimi. Secondo questo articolo, è obbligatorio indicare nome e cognome, indirizzo e tutti i propri dati; sono necessarie ulteriori informazioni se il sito è davvero inerente al commercio elettronico.

Inoltre, l'articolo 30 rende obbligatorio che tutte le operazioni con gli utenti siano equiparate a transazioni commerciali: questo significa che dovrete fornire un opportuno contratto, utilizzare un linguaggio "burocratese" e adempiere a numerosi altri doveri che avrebbero senso nel caso di una vera e propria transazione commerciale, ma che sono completamente assurdi se si tratta semplicemente di persone che si scambiano informazioni sul web.

Consideriamo un caso ipotetico: una associazione senza fini di lucro e legalmente riconosciuta, senza fondi per acquistare un nome di dominio nè spazio web, decide di mettere su un sito dove informare la gente sui diritti umani in Spagna. L'associazione pubblica pagine web con informazioni generali, nonchè una mailing list dedicata a questi temi. Secondo la legge, dovrebbero registrare un nome di domino (ma non l'hanno fatto), e inoltre stanno "pubblicizzando delle attività" (e non si sono registrati da nessuna parte): questa sarebbe una violazione dell'articolo 50. Inoltre, poichè non stanno conducendo questo scambio di informazioni con un opportuno modello commerciale, stanno violando anche l'articolo 30.

Ancora peggio, vogliono rimanere anonimi, cosa più che comprensibile visto che stanno denunciando violazioni dei diritti umani: stanno quindi violando l'articolo 11.

Facendo il conto, questa associazione potrebbe trovarsi di fronte a una multa di circa 175.000 euro (pari a quasi 340 milioni di lire) solo per aver messo su un sito web. Il messaggio per politici e funzionari corrotti è chiaro. Se c'è qualche gruppo che ha messo online un sito web "fastidioso", usate questa legge e potrete appioppare loro multe elevatissime.

David Casacuberta

Articolo tratto da Kriptopolis Traduzione e adattamento a cura di ZEUS News


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