Zeus News è un notiziario dedicato a quanto avviene nel mondo di Internet, dell'informatica, delle nuove tecnologie e della telefonia fissa e mobile: non è un semplice amplificatore di comunicati stampa ma riserva ampio spazio ai commenti e alle riflessioni, proponendosi quale punto di osservazione libero e indipendente.
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Due hard disk esterni che sfruttano al massimo delle proprie possibilità il nuovo standard Usb 3.0, ideali compagni per il backup e il trasporto dei dati.
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Un notebook dalla dotazione hardware completa che unisce portabilità e prestazioni, robusto ma anche elegante dal punto di vista estetico.
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Un hard disk esterno capiente e molto sottile, ideale per il backup anche dei dati riservati grazie alle funzioni di crittografia del software.
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Un sistema facile e veloce per estendere una rete Wi-Fi. E che e` anche in grado di trasmettere uno streaming audio.
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Voluto dall'Unione Europea per limitare Internet Explorer e atteso originariamente insieme a Windows 7, il ballot screen ha subito rimandi e rimaneggiamenti successivi finché Microsoft ha ceduto inserendo nella schermata 12 browser scelti dagli utenti.
Nonostante alcune difficoltà tecniche che hanno costretto a un aggiornamento, già si vedono gli effetti con l'abbandono di Internet Explorer a favore dei browser proposti a partire dal primo marzo: Opera, Safari, Firefox, Chrome, Internet Explorer nelle prime posizioni e altri sette browser meno diffusi, scontenti per il trattamento ricevuto.
Ecco le nostre brevi recensioni dei cosiddetti browser "minori":
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Violati due server del progetto TorMoria e Gabelmoo sono stati compromessi, ma la robustezza del software ha permesso di scongiurare guai per l'anonimato in rete. [ZEUS News - www.zeusnews.com - 28-01-2010] ![]() Due server del progetto Tor - il celebre sistema di comunicazione anonima - sono stati recentemente compromessi; le due macchine (denominate Moria1 e Gabelmoo), ora tornate al funzionamento normale, aiscono sia da directory server che da repository dei sorgenti. Le indagini seguite alla scoperta dell'attacco hanno rivelato che chiunque abbia violato i server non abbia voluto compromettere la rete Tor - o non si sia reso conto di quali macchine aveva bucato: probabilmente - sostiene Roger Dingledine, project leader di Tor, miravano semplicemente a un server con molta banda a disposizione. La buona notizia è che, nonostante tutto, l'anonimato garantito da Tor non ha mai corso alcun pericolo: in base al funzionamento stesso del software, per ottenere un qualche risultato in questo senso un ipotetico hacker dovrebbe ottenere il controllo di almeno quattro dei sette directory server; le informazioni devono infatti essere validate a maggioranza. Anche la possibilità che il codice sorgente di Tor possa essere stato modificato è stata scartata: il controllo dell'intero codice ha permesso di rassicurare gli utenti. L'intero attacco, insomma, si è involontariamente trasformato in una prova della robustezza di Tor; inoltre, grazie alla prontezza con cui la violazione è stata scoperta e risolta, il periodo di vulnerabilità è durato solo pochi giorni.
I commenti dei lettori[1] non per niente si dice: fidarsi è bene non fidarsi è...
[2] una domanda sorge spontanea, nel mio cervelletto bacato...
[3] "Pane e volpe"
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