Zeus News è un notiziario dedicato a quanto avviene nel mondo di Internet, dell'informatica, delle nuove tecnologie e della telefonia fissa e mobile: non è un semplice amplificatore di comunicati stampa ma riserva ampio spazio ai commenti e alle riflessioni, proponendosi quale punto di osservazione libero e indipendente.
|
Uno smartphone dedicato agli sportivi e in grado di ricaricarsi con la luce solare.
Leggi il TEST DI ZEUS
Due hard disk esterni che sfruttano al massimo delle proprie possibilità il nuovo standard Usb 3.0, ideali compagni per il backup e il trasporto dei dati.
Leggi il TEST DI ZEUS
Un notebook dalla dotazione hardware completa che unisce portabilità e prestazioni, robusto ma anche elegante dal punto di vista estetico.
Leggi il TEST DI ZEUS
Un hard disk esterno capiente e molto sottile, ideale per il backup anche dei dati riservati grazie alle funzioni di crittografia del software.
Leggi il TEST DI ZEUS
Un sistema facile e veloce per estendere una rete Wi-Fi. E che e` anche in grado di trasmettere uno streaming audio.
Leggi il TEST DI ZEUS
![]()
Voluto dall'Unione Europea per limitare Internet Explorer e atteso originariamente insieme a Windows 7, il ballot screen ha subito rimandi e rimaneggiamenti successivi finché Microsoft ha ceduto inserendo nella schermata 12 browser scelti dagli utenti.
Nonostante alcune difficoltà tecniche che hanno costretto a un aggiornamento, già si vedono gli effetti con l'abbandono di Internet Explorer a favore dei browser proposti a partire dal primo marzo: Opera, Safari, Firefox, Chrome, Internet Explorer nelle prime posizioni e altri sette browser meno diffusi, scontenti per il trattamento ricevuto.
Ecco le nostre brevi recensioni dei cosiddetti browser "minori":
|
Controllo del web e democrazia a rischioSecondo uno studio americano le persone d'ogni sesso passano sempre più tempo davanti ad uno schermo. Da qui la voglia dei governi di controllare le fonti d'informazione per controllare le opinioni. [ZEUS News - www.zeusnews.com - 11-04-2009] Da un'indagine condotta dal serissimo Council for Research Excellence, per altro poi ripreso dalla stampa quotidiana americana, gli adulti passerebbero mediamente più di otto ore al giorno davanti a un monitor; non importa se televisivo, del PC, del videofonino o del navigatore satellitare. La stima, a fronte dei dati attualmente disponibili per il nostro continente, può sembrare esagerata se al totale si vanno a sottrarre le ore di consultazione per lavoro; ma occorre dire che la media comprende anche le categorie di lavoratori che non usano mai o solo occasionalmente il computer o altri mezzi di comunicazione elettronici a parte la TV. Sarà forse per questo che da ultimo assistiamo ad una recrudescenza dei tentativi di appropriarsi dei media di ultima generazione, poiché giornali e televisione sono già stati da tempo distribuiti tra chi ha o ha avuto il potere di imporre una forma codificata della spartizione. Così i governi di Francia, Italia, Inghilterra e la pur progressista Svezia stanno dando vita ad una progressiva restrizione sull'uso delle risorse Internet articolando le motivazioni con le ragioni più assurde, che vanno dalla lotta alla pedofilia al contrasto della pirateria informatica. E' inutile rifriggere qui argomenti ampiamente dibattuti anche in altre sedi; tuttavia fa piacere apprendere che non è del tutto solo chi teme i pericoli di un prossimo e ulteriore appiattimento culturale e dell'informazione. A livello europeo qualcosa comincia a muoversi, pur tra le indecisioni ed i retromarcia; perché è facile e bello (e poi fa "trendy") fare il populista a Strasburgo o Bruxelles e poi a casa propria piegare le ginocchia dinanzi alle pretese delle major dell'editoria e dell'intrattenimento. Abbiamo perciò visto l'europarlamento con 481 voti contro 25, più una ventina di astensioni, approvare un testo dove si dichiara che qualsiasi governo o società privata che limiti a titolo punitivo l'accesso alla Rete viola di fatto il diritto all'educazione dei cittadini. Il riferimento alla recente Hadopi francese non è casuale; il guaio è che anche se venissero attivate adeguate punizioni pecuniarie nei confronti della nazione inadempiente con le regole del Trattato, queste sanzioni graverebbero sull'intera popolazione e non sui politici rei dell'infrazione. I politici da canto loro se lo potrebbero anche permettere, visto che guadagnano circa il doppio dei loro colleghi in ambito comunitario. Pure contrari all'Hadopi si sono dichiarati Google, Yahoo, Skype, eBay ed altri giganti del settore, timorosi per altro che l'estendersi del controllo su Internet da parte di alcuni operatori vada a intaccare alcuni dei propri interessi; per quanto riguarda specificamente il risvolto americano della questione, si è comunque in attesa del pronunciamento dall'autorità sulle telecomunicazioni (FCC) e del Congresso degli Stati Uniti. A casa nostra, pur coi limiti detti prima, qualcosa fortunatamente si muove; peccato che sostituirà soltanto un effetto dimostrativo, almeno sino alle prossime elezioni politiche. Ma se il buon giorno si vede dal mattino, è probabile che i parlamentari che si sono esposti in prima linea non saranno più riproposti al giudizio degli elettori dal loro stesso partito, come è avvenuto in un recente passato. In attesa di sapere come andrà a finire, due senatori del PD hanno presentato nelle scorse settimane un progetto di legge per investire nell'innovazione tecnologica, adottare soltanto l'Open Source nella pubblica amministrazione e per aprire le risorse del web con banda larga per tutti entro il 2012 nonché eliminare ogni vincolo di tipo censorio sulla rete. In effetti, è forse la prima volta che viene enunciato in sede parlamentare il principio secondo il quale politici e operatori non debbono fare discriminazioni circa l'accesso a internet e ai suoi contenuti.
I commenti dei lettori[1] Ciao Digirun Avevo il dubbio che fosse un'affermazione un pò...
[2] invece il tempo e passato, l'olio di ricino mica lo trovi...
[3] Ciao Celestia ho un Carissimo Amico di Cagliari :-) guarda...
[4] Ciao Digirum Non è che hai le idee un pò confuse? Grida quello...
[5] Il fatto che io sia identificabile e moderato, non mi...
[6] A proposito di populismo...
[7] La rete internet fu progettata negli anni 60 con lo scopo...
[8] Il problema di fondo
Inserisci un commento - anche se NON sei registrato
|
Sondaggio
Risse a Milano per il debutto dell'iPhone 4
Settembre 2010
Telecom allarga la banda a ottantamila utenti
Gmail vara la posta prioritaria
Agosto 2010
Google omaggia Mary Shelley con un Doodle
Gmail VoIP anche in Italia. Un milione di chiamate in 24 ore
Telefonare con il VoIP di Gmail
Le truffe online colpiscono iTunes e PayPal
Facebook Places e la fine della privacy
Con Facebook sai dove sono gli amici
Facebook, attenti al pulsante "Non mi piace"
Dell Streak, l'ibrido tra tablet e telefonino
Wind porta il Wi-Fi in autostrada, gratis
Street View riprende a fotografare l'Italia
Imperia, sesso in chiesa e video su Facebook
I certificati di malattia diventano digitali
Tutti gli Arretrati
|
E' VIETATA la riproduzione dei testi senza l'espressa autorizzazione scritta di Zeus News (P.Iva 06584100967).
La newsletter e' inviata a oltre 67.000 abbonati. Visite giorno medio: 20.370 utenti unici, 66.000 pagine viste (rilevazione Audiweb powered by Nielsen, ottobre 2009).
Tutti i marchi e i marchi registrati citati sono di proprietà delle rispettive società.
I tuoi suggerimenti sono di vitale importanza per Zeus News. Contatta la redazione e contribuisci anche tu a migliorare il sito: pubblicheremo sui forum le lettere piu' interessanti.
